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l'OccasioneCASA...e il sogno diventa realtà.
diretto da Maurizio Vignaroli
Mensile free press di informazione immobiliare. 
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Affitto d'azienda, tassato il gestore 
Gianfranco Ferranti Il trasferimento dei crediti a seguito della stipula del contratto di affitto di azienda non comporta, per il concedente, il realizzo delle svalutazioni tassate. E questo qualora siano stati trasferiti in capo alla società affittuaria tutti gli elementi attivi e passivi, ivi compresi il magazzino e i crediti verso clienti, al netto delle relative svalutazioni contabili. È la risposta fornita dall'agenzia delle Entrate a un interpello con la risoluzione n. 424 del 5 novembre 2008.
 L'Agenzia In questo caso i valori fiscali dei crediti trasferiti, nonché i relativi fondi di svalutazione tassati, sono riconosciuti in capo all'affittuario. Quindi, in caso di incasso dei crediti in pendenza del rapporto di affitto, l'affittuario può dare rilevanza fiscale, ai sensi dell'articolo 101, comma 5, del Tuir, alle eventuali perdite, qualora le stesse risultino da elementi certi e precisi, effettuando una variazione in diminuzione per l'importo del fondo tassato utilizzato a copertura delle perdite stesse. Ad analoghe conclusioni l'Agenzia è pervenuta in relazione al trasferimento dei beni costituenti il magazzino. Resta ferma, anche in tale ipotesi, l'applicabilità della norma generale antielusiva (articolo 37-bis del Dpr n. 600/73). Si tratta di una delle rare prese di posizione delle Entrate in merito alle complesse e controverse problematiche connesse alla disciplina dell'affitto di azienda. Presa di posizione fondata sulla considerazione che, se non è pattuito diversamente, l'affittuario subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda che non abbiano carattere personale e prende in carico, ai fini della determinazione del proprio reddito, gli elementi patrimoniali dell'azienda affittata secondo i "valori fiscali" che gli stessi assumevano in capo al locatore, sostituendosi a quest'ultimo nel le "posizioni fiscali" riferibili ai detti elementi. L'Assonime Questo principio appare in linea con quanto affermato dall'Assonime (circolare n. 34 del 10 maggio 2000) secondo cui il conduttore deve iscrivere i beni dell'azienda affittata, al pari dei beni in proprietà, nel proprio attivo patrimoniale e non nei conti d'ordine (come asserito, invece, dalla Dre Emilia Romagna nella nota 7 ottobre 1996 n. 42049), con la conseguenza che devono essere imputati nel conto economico ammortamenti in senso tecnico dei beni affittati e non accantonamenti. In base a tale impostazione sembrerebbe potersi risolvere anche la questione riguardante la disciplina fiscale applicabile alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria sostenute dall'affittuario, che dovrebbe essere quella relativa ai beni "di proprietà" e non quella prevista per i beni di terzi.La manuntezioneDeterminazione dell'utile I chiarimenti forniti dall'Agenzia con riguardo al trasferimento dei crediti afferenti l'azienda data in affitto appaiono confermare il principio in base al quale l'affittuario determina il proprio utile, nonché il relativo reddito, con le stesse modalità del proprietario, al quale si è sostituito nella gestione dell'impresa Così la manutenzione ordinaria sostenuta dall'affittuario dovrebbe essere dedotta nei limiti del plafond del 5% mentre i costi straordinari dovrebbero essere capitalizzati sul costo del bene

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Scoperti 681mila «finti» fabbricati rurali 
ROMA Sono 681mila i fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità scovati dall'agenzia del Territorio in collaborazione con la Guardia di finanza e l'agenzia delle Entrate. Mentre sono 6,4 milioni i terreni (3,5 milioni di particelle nel 2006 e 2,9 milioni nel 2007) colpiti dall'aggiornamento delle colture (e quindi delle rendite catastali), in base ai dati comunicati dagli agricoltori all'Agea per ottenere gli aiuti Pac. 
Sono questi i risultati della lotta all'evasione avviata due anni fa (con il decreto 262/06), illustrati ieri dal direttore dell'agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, nel corso dell'audizione di fronte alla commissione Finanze della Camera. Alemanno ha assicurato che il contrasto all'evasione proseguirà in futuro: attraverso la manutenzione delle rendite, l'identificazione dei fabbricati non più rurali e la revisione dei classamenti del catasto edilizio urbano. Per questo, il Territorio ha in agenda l'avvio di un programma di collaborazione con i Comuni e la definizione di un protocollo di intesa con le Fiamme Gialle in materia di controlli sulla riutilizzazione commerciale dei dati catastali e ipotecari, per le consulenze tecniche e lo scambio delle informazioni contenute nelle rispettive banche dati. Alemanno ha anche dato conto dell'aumento delle cancellazioni delle ipoteche nei mutui immobiliari, dopo la semplificazione voluta dall'ex ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani (con il decreto legge 7/07): a settembre scorso le richieste sono state 43.389 (la media mensile si aggira sulle 42.500), contro le 18.600 ricevute a luglio del 2007. Quest'anno, sono state circa 382mila le richieste di cancellazione ricevute, 371mila delle quali sono state evase. L'audizione è stata poi l'occasione per ribadire i dati sul gettito garantito allo Stato e agli enti locali dagli immobili: pari, nel 2007, a 42,8 miliardi, di cui 11,4 miliardi sono arrivati dal l'Ici (il 26,7%). Alemanno ha poi fatto il punto dell'operazione "Catasto ai Comuni": avviata dalla Finanziaria del 2007 (legge 296/06), è stata fermata dal Tar Lazio, che ha annullato il decreto attuativo. «L'Agenzia – ha spiegato il direttore – è in attesa della definizione delle nuove linee strategiche impartire dall'autorità politica»: per mettere a punto un modello integrato di gestione delle funzioni catastali tra enti locali e Agenzia, si potrebbe aprire «una nuova fase di concertazione tra i soggetti interessati». E il Territorio aspetta le decisioni politiche anche per procedere alla riforma degli estimi catastali. V.M. www.ilsole24ore.com/norme Il testo dell'audizione alla CameraL'inchiesta I dati del prelievo sugli immobili nel 2007 sono stati anticipati dal Sole 24 Ore del lunedì dell'8 settembre. Sul totale, pari a 42,8 miliardi, la parte del leone la faceva l'Ici, che assicurava il 26,7% del gettito (11,4 miliardi). Seguivano l'Irpef, con il 17,53% del prelievo (7,5 miliardi), l'imposta di registro, con il 12,45% (5,3 miliardi), l'Iva, con il 17,59% (7,5 miliardi), la Tarsu, con il 10,97% (4,7 miliardi) e le imposte ipotecarie e catastali, con l'8,43% (3,6 miliardi). A partire da questi dati, e considerando quelli che si prestavano di più a essere territorializzati, «Il Sole 24 Ore del lunedì» aveva calcolato che per sostituire il sistema del Fisco comunale, il tributo immobiliare unico avrebbe dovuto portare almeno 27 miliardi nelle casse dei municipi

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Rischio contenzioso per l'Ici agricola 
L'applicazione dell'imposta comunale sui fabbricati rurali invocata dall'Anci con l'ausilio della Fondazione Ifel (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) comporterà inevitabilmente l'ingolfamento delle Commissioni tributarie. L'esclusione dall'imposta comunale delle costruzioni rurali è un principio saldamente riconosciuto dalle Entrate e dal Territorio. Non bastano due sentenze, seppur della Cassazione, a invertire un orientamento consolidato. 
Il legislatore, con l'articolo 2, comma 4, della legge 244/2007 ha ritenuto opportuno vietare il rimborso dell'imposta comunale alle cooperative agricole per le quali l'articolo 42 bis del Dl 159/07 aveva riconosciuto la natura di fabbricato rurale agli immobili strumentali per le attività di trasformazione dei prodotti conferiti dai soci. Se per tutti i fabbricati rurali l'Ici è dovuta per quale ragione è stato vietato il rimborso. Il fabbricato rurale nasce sprovvisto di rendita in quanto il reddito dominicale la comprende. Il reddito dominicale è determinato con l'applicazione di tariffe d'estimo stabilite secondo la legge catastale che segue criteri di medietà e di ordinarietà (articolo 28 del Tuir) ed il fondo rustico necessita della cascina e dei fabbricati per l'attività agricola. L'evoluzione avviata con l'articolo 9 del Dl 557/93 aveva il solo scopo di trasferire, nel catasto fabbricati, anche le costruzioni rurali il cui accesso prevedeva l'attribuzione della rendita. L'esclusione dall'imposta comunale, per le costruzioni rurali, è naturale in base all'articolo 2, comma 1, lettera a), che dispone l'assoggettamento ad Ici per le unità immobiliari iscritte o che devono essere iscritte nel catasto edilizio urbano (sostituito dal catasto fabbricati), poiché la norma fu scritta quando venivano iscritte nel catasto terreni. Quando l'articolo 9 del Dl 557/93 ha introdotto l'obbligo del trasferimento al catasto fabbricati di quelli rurali, nessuna norma, nota ministeriale, sentenza, ha detto che ciò comportava l'assoggettamento all'imposta comunale. Le modifiche sono solo migliorative per il contribuente. Le istruzioni per la dichiarazione Ici 2007, come quelle relative a quella originaria (Dm 5 febbraio 1993), hanno ribadito l'esclusione da Ici delle costruzioni rurali. La circolare delle Entrate 50/E del 2000 è ineccepibile nell'affermare che l'eventuale rendita catastale delle costruzioni rurali non ha alcuna rilevanza fiscale. La stessa conclusione la si riscontra nella circolare n. 7/T del 2007 del Territorio. Ineccepibile anche la risposta del Governo al question time alla Camera dell'8 ottobre 2008 in cui il ministro per l'Attuazione del Programma ha assicurato un chiarimento sul non assoggettamento Ici dei fabbricati rurali. Dunque, stupisce la posizione dell'Anci che spinge i Comuni ad accertare l'imposta sui fabbricati rurali generando il dispendioso ricorso al contenzioso tributario. Peraltro nella nota "Ifel" non si risparmiano nemmeno i fabbricati rurali ancora legittimamente iscritti nel catasto terreni e sprovvisti di rendita per i quali nemmeno la più severa interpretazione dell'articolo 2 del Dlgs 504/92 conduce all'assoggettamento alla imposta comunale. In questi casi l'Anci ripristina il meccanismo di determinazione comparativa della rendita per immobili simili, dopo che il meccanismo di quella presunta è stato abolito dalla legge 296/06. Ma anche gli agricoltori hanno diritto all'abitazione. Quindi per la casa rurale adibita ad abitazione principale scatta l'esenzione all'articolo 1 del Dl 93/08 per evitare ricorsi.

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Locazioni esenti Iva al traguardo 
Si avvicina al traguardo la prima fase dell'operazione che deve portare alla registrazione delle locazioni esenti da Iva. La scadenza per la registrazione dei contratti esenti dall'imposta sul valore aggiunto è, infatti, fissata per lunedì 1° dicembre (il 30 novembre è domenica): entro questa data – ricorda un comunicato dell'agenzia delle Entrate – devono essere registrati per via telematica i contratti di locazione stipulati entro il 31 ottobre. Contestualmente dovrà essere effettuato anche il pagamento online delle imposte. 
Per i contratti che sono stati stipulati dopo il 31 ottobre 2008 valgono i termini di registrazione ordinari. La nuova procedura, come previsto dal Dl 112/2008 (la manovra d'estate), interessa i contratti di locazione di immobili configurabili come prestazioni di servizi, rese nell'ambito di gruppi bancari, assicurativi e tra gruppi di imprese, che abbiano carattere ausiliario dell'attività delle società del gruppo e i contratti di locazione stipulati da consorzi, società consortili e coop con funzioni consortili verso i consorziati o soci. Nei primi 20 giorni di novembre – spiega il comunicato delle Entrate – sono stati registrati 833 contratti e sono state versate imposte per poco più di un milione di euro, in parte utilizzando software di mercato o predisposti in proprio, in parte con il pacchetto «Contratti di locazione» che è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

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Per Union una cassa da 1,5 miliardi 
Nelle fasi di crisi economica, chi dispone di liquidità può cogliere le migliori occasioni. E la liquidità nel settore immobiliare, oggi, si trova prevalentemente in Germania, nelle casse dei fondi d'investimento. Tali soggetti gestiscono una massa monetaria che, analizzando i soli fondi aperti, nel 2007 ha raggiunto gli 83 miliardi di euro e nel 2008 oltre 88 miliardi, e i dati si fermano allo scorso luglio con una previsione per fine anno di superare abbondantemente quota cento. 
Forse per la lungimiranza delle aziende del settore o forse solo per una coincidenza fortunata, si trovano ora nella migliore condizione per cogliere le opportunità di un generale ribasso dei prezzi nel real estate. Abbiamo incontrato a Rotterdam Reinhard Kutscher, presidente della divisione real estate della tedesca Union Investment, che dispone di una liquidità di oltre 1,5 miliardi di euro sul totale di 14 miliardi gestiti (è il secondo operatore in Germania col 16,2% del mercato, al primo posto Dekka col 19,5%). Una situazione che pare solida, senza coinvolgimenti con gli istituti internazionali al centro della crisi (con Lehman Brothers Union afferma di avere solo un paio di piccoli immobili a Parigi per meno di mille mq) e rendimenti che si sono mantenuti sempre sopra il 5% negli ultimi anni. Una stabilità che fino al 2007 era vista come un limite, mentre i fondi negli altri Paesi correvano, e che ora diventa un forte richiamo per gli investitori alla ricerca della difesa del proprio capitale. Cosa accadrà in futuro dipenderà dalla capacità di gestione della Union, ma è certo che non avrebbero potuto sperare in condizioni migliori. Prima tra tutte l'opportunità di acquistare immobili a prezzi anche dimezzati rispetto a un paio d'anni fa e con la possibilità di attendere la ripresa non dovendo ricorre all'indebitamento. Due le linee guida della gestione dei prossimi anni. La prima continua la tradizione. Gli investimenti vengono effettuati prevalentemente in Paesi maturi che offrono garanzie di tenuta nel tempo. Solo di sfondo le aree emergenti che, come si sta dimostrando, possono offrire guadagni elevati ma anche perdite a volte non recuperate in tempi sopportabili per un risparmiatore. E infatti il portafoglio è costituto da 196 differenti proprietà, distribuite prevalentemente in Germania (5,1 miliardi investiti), Francia (2,5 miliardi), Gran Bretagna (1,2 miliardi) e Usa (un miliardo). Solo 63 milioni di euro sul totale di 1.387 milioni investiti nel 2008 sono stati destinati ad acquisizioni nei Paesi emergenti. Scarso per ora anche l'interesse verso l'Italia. La presenza di Union Investment è limitata a Pavia dove nel dicembre del 2007 ha acquistato il centro commerciale Carrefour. Non sono comunicate altre acquisizioni a breve anche se sono al vaglio diverse proposte nel nord Italia. Il secondo punto delle strategie future riguarda l'acquisto di immobili esclusivamente in linea con le normativa del risparmio energetico. Uno studio presentato da Union Investment, condotto da Jones lang LaSalle e Dtz, mostra come gli immobili che non rispondano a criteri di risparmio energetico e non che possano essere ristrutturati con questa ottica non vengano più presi in considerazione per i portafogli importanti. Certo, il problema è che il mercato non offre ancora prodotti di questo tipo, e solo tra una decina d'anni l'offerta coprirà una buona parte delle richieste. È però una tendenza inarrestabile. «Tra qualche anno chi disporrà solo d'immobili di vecchia concezione – dice Kutscher – avrà difficoltà a trovare buoni tenant e difficilmente riuscirà a mantenere i bilanci in attivo». Una strada inevitabile quindi, anche se complicata dalla mancanza di una certificazione unica accettata in ambito internazionale. Per esempio, Union Investment real estate ha acquistato due immobili, in One Kingdom Street a Londra e al 111 di South Wacker Dr. a Chicago. Il primo è certificato Excellent con la normativa Breeam, il secondo è in categoria Gold ma con i protocolli della Leed. È evidente come finchè non si arriverà alla valutazione unica sarà ben difficile creare un mercato globale per questi immobili. Mercato globale che oggi deve fare i conti con le tensioni finanziarie. E per i prossimi mesi Union Investment prevede un rallentamento delle operazionid'investimento. «Nessuno sa cosa accadrà a breve – spiega Kutscher –. Se le quotazioni dovessero scendere ancora, comprare oggi non sarebbe un buon affare, mentre se fossimo alla fine della turbolenza questo sarebbe il momento giusto. Si attende quadro più chiaro e si rimanda sia per vendere sia per comprare. A meno che non si trovino immobili di buona qualità». Comunque chi dispone di liquidità può cogliere le migliori occasioni. Proprio nelle crisi del mercato. 
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Universitari, guida all'affitto senza sorprese
A CURA DI Eleonora Della Ratta 
Per un universitario, cercare una stanza o una casa in affitto non è mai semplice, soprattutto nei primi mesi dell'anno accademico, quando la richiesta da parte di giovani fuori sede è molto alta. Prezzi eccessivi e scarse garanzie sono frequenti in un mercato dove ancora la maggior parte dei proprietari affitta le proprie abitazioni "in nero".
Ma se si è bene informati non è impossibile trovare una soluzione adeguata, soprattutto tenendo conto delle agevolazioni fiscali di cui si può usufruire e calcolando fin dal primo momento tutti i costi a cui si può andare incontro, dall'agenzia (se non si tratta direttamente tra privati) alle spese di condominio, che non sono necessariamente incluse nel prezzo. Le forme contrattuali specifiche proposte a uno studente possono essere di due tipi: il contratto d'affitto studenti (previsto dalla legge 431/1998) e quello di natura transitoria. Il primo prevede una durata dai sei ai 36 mesi e può essere sottoscritto da una sola persona o da un gruppo di giovani: gli appartamenti vengono affittati già arredati e devono avere dimensioni proporzionate al numero degli inquilini. Il canone è fissato da parametri precisi, determinati a livello locale, e prevede agevolazioni fiscali per i proprietari. Inoltre, è opportuno tenere conto che questa tipologia di contratto vieta il subaffitto e quindi, se uno degli inquilini lascia la casa, saranno gli altri a doversi accollare la quota. Di conseguenza, al momento del contratto è meglio accordarsi sulle possibili soluzioni da adottare nell'eventualità che uno o più studenti decidano di andarsene. Per essere certi di non dover affrontare discussioni, si può chiedere che la scrittura privata specifichi le diverse quote che gli inquilini dovranno pagare in base alla stanza che occupano, anche se in genere sono gli stessi studenti ad accordarsi tra loro su come suddividere la spesa totale (si veda nei particolari il pezzo sotto). In alternativa la legge prevede il contratto d'affitto di natura transitoria, che ha una durata inferiore: da uno a 18 mesi e senza vincoli sul canone di locazione. Alla base di questo tipo di contratto vi è una clausola sull'esigenza transitoria di affittare (da parte del locatore) e di prendere in affitto (da parte dell'inquilino), cosa che permette termini più brevi per la disdetta del contratto. I canoni di locazione sono liberi, perciò i prezzi possono salire notevolmente. Per combattere il fenomeno del "nero", sono state introdotte agevolazioni a favore di entrambe le parti. Indipendentemente dalla tipologia del contratto, lo studente (o un genitore, se il figlio è a carico) può detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 19% delle spese d'affitto, fino a quando esse non superano il tetto di 2.633 euro. La detrazione, dunque, può raggiungere un massimo di 500 euro. Per evitare sorprese è bene assicurarsi che il proprietario della casa abbia registrato il contratto (intestato a chi avrà diritto alla detrazione). Se, poi, nel documento (del quale bisogna conservare una copia) sono incluse altre voci, quali le spese condominiali, queste non dovranno essere considerate ai fini della detrazione fiscale. Le locazioni regolari sono vantaggiose anche per i proprietari che, in molti Comuni, hanno diritto a uno sconto sull'Ici. Per la dichiarazione Irpef, inoltre, è previsto uno sconto del 30% sull'importo del canone annuo da dichiarare. Tornando sul versante di chi cerca casa, va sottolineato che nel scegliere l'alloggio è bene stare attenti alle spese ordinarie: condominio, riscaldamento e altre bollette. Alcuni proprietari preferiscono includere tutte le voci nel contratto chiedendo una cifra forfetaria mensile, ma molto spesso si tratta di cifre di non poco conto. È importante sapere a quanto ammontano le spese condominiali: soprattutto nelle grandi città e nelle zone più quotate, i condomini hanno spese piuttosto elevate, divise proporzionalmente in base alla metratura e alla posizione dell'abitazione. Le bollette di luce e gas dipendono invece dai consumi: quando si subentra a un altro locatario o si entra in una nuova casa, è consigliabile chiedere se sono stati regolati i pagamenti per i consumi effettuati fino a quel momento. Stanze e posti letto continuano a essere offerti a prezzi molto alti: mediamente, in città come Milano o Roma un posto letto in camera doppia costa circa 250 euro al mese, una camera nelle zone universitarie almeno 500 euro. Cifre sufficienti per pagare le rate di un mutuo. Per questo un numero crescente di famiglie (tra quelle che, ovviamente, ne hanno le possibilità) si sta orientando verso l'acquisto di un appartamento nella città in cui il figlio andrà a studiare: senza trascurare la possibilità di affittare eventuali stanze "in esubero".Per orientarsiDove trovare informazioni Per chi si sposta lontano dalla propria città un punto di riferimento sono in genere le Aziende per il diritto allo studio, che, oltre a offrire residenze a coloro che hanno diritto alla borsa di studio, raccolgono in banca dati e sui propri siti internet le offerte da parte dei privati. Inoltre molti Comuni hanno aperto sportelli informativi per gli studenti. Lo scopo è quello di offrire un servizio di consulenza e, nello stesso tempo, di far incontrare domanda e offerta. Anche le segreterie delle università mettono a disposizione bacheche in cui trovare annunci, ma il canale più utilizzato è senza dubbio internet. Sui siti specializzati (sotto ne vengono indicati alcuni) è possibile non solo selezionare le offerte in base al prezzo e alla zona prescelta, ma anche reperire i dati per riuscire a mettersi in contatto con i proprietari o gli altri inquilini della casa. Link utili www.postoletto.com www.easystanza.it www.affitto.it http://affittistudenti. studenti.it www.saimicadove.it/ annunci/affitto_studenti.aspI numeri500.000 Gli studenti universitari fuori sede: la sistemazione prevalente è quella della stanza o del posto letto in affitto500 La somma massima (in euro) detraibile dalla dichiarazione Irpef: equivale al 19% di una spesa annua per l'affitto di 2.633 euro250 La cifra (in euro) corrispondente al costo medio dell'affitto di un posto letto per uno studente universitario fuori sede550 La cifra (in euro) corrispondente al costo medio dell'affitto di una stanza per uno studente universitario fuori sede
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Crisi mutui: in Francia arriva un sostegno alle banche
Il Parlamento ha approvato un piano che stanzia 360 mld di euro
(ANSA) - PARIGI - Il Parlamento francese ha approvato ieri sera in modo definitivo un piano di sostegno alla banche per 360 miliardi di euro. Il Senato, con 200 voti favorevoli e 29 contrari, ha confermato il si' della Camera del giorno precedente. La maggioranza di destra Ump e i suoi alleati centristi, cosi' come i radicali hanno votato a favore. Il Partito socialista si e' astenuto mentre il Partito comunista e i Verdi hanno votato contro. 


Cigno nero vincente
Gli investitori che hanno scelto di seguire i consigli di Nassim Taleb, l'autore di "Black Swan" (Cigno Nero) hanno guadagnato il 50% e oltre quest'anno (rispetto a una perdita di circa -40% per gli indici Usa). 
Taleb insegna strategie per navigare con certezza in borsa, in questi mesi di tempesta, approfittando delle enormi oscillazioni dei prezzi, in un mercato che e' il peggiore degli ultimi decenni e con una crisi finanziaria che e' la peggiore dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta. 
Universa Investments LP, una societa' di Santa Monica, in California, di cui Taleb e' consulente, gestisce circa $1 miliardo in conti per clienti che cercano una protezione dai grandi movimenti di prezzo sui mercati finanziari, scrive Bloomberg. La performance negli ultimi 12 mesi fino al 10 ottobre e' salita in certi casi fino a +110%, con un rialzo medio di +50%, secondo la documentazione di alcuni investitori. L'indice Standard & Poor's 500 e' crollato nello stesso periodo del 39%. 
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Case rurali e Ici, stop all'incertezza 
La vicenda dei fabbricati rurali minacciati dall'Ici dovrebbe trovare una soluzione. L'indicazione a favore di un intervento che eviti il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili per la generalità di questo tipo di fabbricati è arrivata dal ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, in risposta a un'interrogazione parlamentare.
Il chiarimento dovrebbe escludere il rischio di una doppia tassazione, che era stato denunciato con forza anche dalle organizzazioni degli agricoltori, dopo che la Corte di cassazione, prima, e l'Anci dell'Emilia-Romagna, poi, erano arrivate a un'interpretazione che legava all'attribuzione della sola rendita catastale l'obbligo di versare l'Ici. Il Governo ha promesso di trovare una soluzione. L'indicazione è positiva: si tratta di adoperarsi perché si arrivi a un'interpretazione che faccia giustizia delle costose incertezze di questi giorni, ponendosi in continuità con il programma di razionalizzazione del prelievo degli ultimi anni, che ha consentito di eliminare l'utilizzo improprio della ruralità per sfuggire al Fisco.
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CASE & CONTRARIAN - Orsi ovunque, tempo di rialzo?
di WSI
Mercato immobiliare, non borsa. Ci sono tanti di quei catastrofisti in giro che prevedono il collasso dei prezzi delle case in America, che vien voglia di usare il metodo "contrarian". Parliamo di mercato immobiliare, non di borsa. Ci sono tanti di quei catastrofisti in giro che prevedono il collasso dei prezzi delle case in America, che vien voglia di usare il metodo detto "contrarian indicator". Cioe': in casi come questi il mercato considera come anticipatori alcuni indicatori, che fanno prevedere possa accadere esattamente l'opposto di quel che viene sbandierato. Per esempio Fortune.com ha pubblicato un lungo profilo della super-apocalittica e "gufa onoraria", l'analista della CIBC Meredith Whitney, nota perche' nel 2005 aveva pronosticato "perdite sul mercato del credito senza precedenti" per le istituzioni finanziarie operanti nel comparto subprime. Oggi la Whitney predice una recessione terribile, stile anni Ottanta.Il canale TV CNBC Usa ha mandato in onda pochi giorni fa un'intervista in cui la Whitney sostiene che i prezzi delle case negli Stati Uniti "caleranno molto piu' di quel che la gente si aspetta". Bhe' volete un po' di informazioni di background sul suo curriculum? Ecco: 38 anni, ha lavorato come opinionista per Fox News, ha un diploma del "Bikini Boot Camp", e' sposata con il professionista del wrestling WWE John Layfield, conosciuto anche come "il J.R. del wrestling". Grandi credenziali, no? 
Il New York Times ha pubblicato un profilo dell'analista del settore bancario Richard X. Bove: dal 2005, Bove "si e' guadagnato una certa reputazione come uno dei pochi analisti bancari che ha predetto lo scoppio della bolla immobiliare e i conseguenti problemi in molti istituti di credito", scrive il quotidiano newyorkese. Anche qui, un po' di info di background: 67 anni, lavora da casa sua a Lutz, in Florida, crede che alcuni titoli del comparto bancario finanziario siano adesso "too cheap", troppo sottovalutati.
La scorsa settimana il settimanale della Dow Jones (cioe' Rupert Murdoch) Barron's ha dato spazio con un'intervista all'economista super-apocalittico Nouriel Roubini, che osserva: "Siamo nella seconda gamba di una recessione severa e prolungata, cominciata nel primo trimestre di quest'anno, destinata a durare almeno 18 mesi, fino a meta' dell'anno prossimo". Aggiunge Roubini: "La crisi bancaria sistemica andra' avanti per qualche tempo, costera' in totale fino a $2 trilioni (2000 miliardi di dollari) di perdite, centinaia di banche andranno gambe all'aria". Info di background: nativo della Turchia, cresciuto in Italia, Roubini tiene un suo popolare blog super-catastrofista (quante posizioni short ha sul mercato?) che si chiama RGE Monitor. 
(www.wallstreetitalia.com)

ICI - Definizione agevolata
Nonostante l’avvenuta abolizione dell’Ici sulla prima casa, sussistono ancora per molti contribuenti situazioni da sanare. In particolare per coloro che non abbiano già provveduto alla presentazione della dichiarazione Ici e al relativo pagamento dell’imposta e siano possessori, a titolo di proprietà o di altro diritto reale, di uno o più fabbricati non accatastati o per i quali sussistano situazioni di 
fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie o cambi di destinazione d’uso alla data del 31 dicembre 2007. 
Per tutti i cittadini che ricadono in tali fattispecie, nel corso del 2008 è consentito sanare la propria posizione avvalendosi della cosiddetta “definizione agevolata”. Il contribuente dovrà presentare, tramite tecnico abilitato, agli sportelli dell’Agenzia del Territorio entro il 30 settembre, la richiesta di aggiornamento della rendita catastale con l’indicazione della data a cui far riferire la mancata presentazione della denuncia catastale o della variazione. 
Per limitare i costi tecnici della variazione catastale il Comune ha stipulato un protocollo d’intesa con i collegi dei Geometri e dei Periti Edili e gli ordini degli Architetti e degli Ingegneri, in base al quale la verifica iniziale sarà gratuita e le tariffe, in caso di necessità di intervento in catasto, saranno ridotte.
Entro il 30 ottobre, dovrà poi essere effettuato il versamento dell’imposta relativa agli immobili oggetto di definizione agevolata per le annualità da sanare con l’applicazione dell’aliquota relativa al tipo di utilizzo dell’immobile prevista per ciascun anno di riferimento, senza aggiunta di sanzioni e interessi. Sempre entro il 30 ottobre, il cittadino è tenuto a presentare presso lo Sportello Polivalente del Comune di Arezzo, nel loggiato a piano terra di Palazzo Comunale, o direttamente all’Ufficio Tributi ovvero mediante spedizione per posta raccomandata, istanza di definizione agevolata secondo il modello predisposto e con la necessaria documentazione allegata. Per i fabbricati oggetto di definizione agevolata il versamento dell’imposta dovuta per l’intero anno 2008 potrà essere effettuato dal 1 al 16 dicembre 2008.
(www.arezzonotizie.it)

AFFITTI - La risposta giusta al test del caro-affitti
di Silvio Rezzonico e Giovanni Tucci
Nel mirino della Guardia di Finanza anche gli affitti in nero nelle aree universitarie: l'obiettivo di "incastrare" gli evasori è tra quelli prioritari del nuovo Governo e, del resto, l'anno scorso sono stati 3.800 gli interventi della GdF, che hanno consentito di rilevare oltre 50 milioni di euro di imponibile e quasi 7 milioni di euro di Iva evasa (dato però comprensivo del settore delle locazioni turistiche).
I contratti inesistenti o quelli "fantasia" sono una piaga particolarmente diffusa quando a essere coinvolti sono gli studenti universitari. E a ribellarsi sono in pochi, benché gli stratagemmi per locare senza regole siano spesso rozzi. Pertanto se l'inquilino si rivolge al giudice, ha la quasi assoluta certezza di vedersi dare ragione e di farsi applicare le condizioni previste dai contratti a canone concordato (affitti più bassi) e rimborsare quanto pagato in più, interessi compresi.
Le tipologie 
Anche quando la locazione è perfettamente regolare, è di fatto il proprietario di casa a decidere il contratto da applicare, entro un ambito di scelta peraltro limitato. Due sono infatti le tipologie di contratto possibili, entrambe prescritte dalla legge 431/98: il canone libero, (4+4 anni di durata) o il canone concordato, appositamente previsto per la locazione a universitari, di durata variabile tra sei mesi e tre anni. Le altre soluzioni in teoria adottabili (canone concordato di 3 + 2 anni oppure locazione transitoria di 1-18 mesi) offrono solo svantaggi rispetto a quello per studenti: durate superiori o mancanza di agevolazioni fiscali.
Il «4 + 4» 
È il più diffuso: permette di determinare liberamente il canone iniziale da applicare nonché gli aggiornamenti periodici (in genere annuali e fissati al 100% del costo della vita Istat). Anche la suddivisione delle spese tra proprietario e studente è liberamente trattabile (in genere si allega al contratto una tabella che voce per voce stabilisce chi paga).
Rispetto all'apposito contratto di locazione per studenti universitari, le magagne dal punto di vista dei proprietario sono due. La prima (meno importante) è la limitata deduzione fiscale sul canone annuo da denunciare nella dichiarazione dei redditi: è possibile decurtare gli introiti avuti solo del 15% a titolo di forfait. Per esempio, se si sono incassati 6mila euro di canone (spese escluse), l'imponibile da denunciare è pari a 5.100 euro.
Il secondo svantaggio per i proprietari (più rilevante) è il fatto che il contratto dura otto 8 anni: solo in particolari situazioni può ridursi a 4 (ad esempio il subentro nell'appartamento del proprietario o di un familiare stretto, la vendita della casa, la ristrutturazione integrale).
Di solito i proprietari possono puntare sul fatto che sia lo studente a dare disdetta, perché non ha interesse a estendere la sua lontananza da casa, continuando a versare un canone. Ma qualche rischio c'è: i fuori-corso, che prolungano gli studi; chi intende trasferirsi nella città dove ormai ha coltivato nuove abitudini e intrecciato amicizie e magari trovato un lavoro; chi tenta di farsi rimpiazzare da un altro studente o amico, senza comunicarlo al proprietario (in quest'ultimo caso il padrone di casa può accorgersene dopo mesi o dopo anni e per potere sfrattare è costretto a fornire prove di questa occupazione senza titolo).
In gruppo 
Teoricamente nulla vieta al proprietario di locare l'appartamento anche a un gruppo di studenti. Capita comunque raramente: in genere preferisce firmare il contratto solo con lo studente di cui si fida di più, magari chiedendo una fideiussione ai genitori (cioè gli adulti si impegnano, se il figlio è moroso, a versare canone più eventuali interessi). Se però il locatore è consapevole che nei locali abiterà un gruppo di studenti paganti, qualche rischio esiste. Un giudice potrebbe imporre il riconoscimento del contratto per tutti o quantomeno la nullità della locazione se il contraente principale se ne va e il rimborso dei canoni pagati in più dopo la sua partenza.
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MUTUI - Fuori dall'agevolazione il mutuo per la pertinenza
A gennaio del 2005 ho acquistato una «prima casa» accendendo un mutuo e fruendo dei benefici concessi dalla legge. Nel frattempo erano iniziati i lavori per la costruzione di vicini garage sotterranei di cui avrei avuto il diritto di prelazione. Ovviamente, il mutuo richiesto non poteva coprire anche le spese future» per l'acquisto del box ancora in costruzione. Ho quindi stipulato il contratto preliminare del box fruendo dell'Iva agevolata al 4% facendo rientrare il box come pertinenza della prima casa (data prevista della consegna dicembre 2007) e fruendo contestualmente del mutuo concesso al costruttore. Questa pertinenza, assumendo la natura catastale della prima casa, può beneficiare anche delle relative agevolazioni previste per i mutui quali, ad esempio, la possibilità di detrarre gli interessi passivi?
La risposta è negativa. Un contratto di mutuo stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza non dà diritto alla detrazione, anche se si tratti di pertinenza dell'abitazione principale. Tale regola si evince chiaramente dalle istruzioni al modello Unico-Persone fisiche del 2007.
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TARSU: L'altezza tassabile stabilita dai comuni
Per la tassa dei rifiuti, oltre alla superficie dell'abitazione, si deve indicare anche quella dei locali interrati alti 2,14 metri e condonati nel 1997 e quella della cantina?
L’articolo 62 del Dlgs 15 novembre 1993, n. 507, dispone che «non sono soggetti alla tassa i locali… che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione».
Locali di altezza inferiore a determinati standard (ora: metri 2,80) non possono, in genere, considerarsi idonei alla vita familiare, e sono pertanto esclusi da imposizione.Ma spesso i regolamenti comunali prevedono espressamente le altezze al di sotto delle quali la superficie non si considera tassabile. Il lettore, pertanto, può rivolgersi al comune e chiedere una copia del regolamento sulla tassa.L’articolo 70 del medesimo decreto, al comma 3, stabilisce che, indipendentemente dalla superficie dichiarata, quella da iscrivere a ruolo non può essere inferiore all’80% della superficie catastale, rilevabile da apposito certificato. Anche sulla base di questa disposizione, il lettore potrà ricavare elementi utili ai fini della superficie da denunciare, fermo restando l’obbligo di indicare nella denuncia i locali che — in ragione della loro modesta altezza — non sono imponibili.
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ENTI LOCALI -. Seconda rata a dicembre 
Tagli limitati per i rimborsi Ici 
di Gianni Trovati
Il secondo rimborso ai Comuni per il taglio Ici arriverà entro il 15 dicembre, dunque in linea con i vecchi versamenti dell'imposta, e sarà articolato in base a un sistema «meritocratico». Per le differenze fra saldo e mancato gettito, dettato dall'estensione dell'addio all'imposta anche alle unità assimilate dai Comuni, interverrà una copertura nel 2009, sulla base della nuova certificazione sul mancato gettito che gli enti devono produrre entro aprile (articolo 77-bis, comma 32 del Dl 112/2008). 
Con un assestamento di bilancio, poi, lo Stato troverà i 500 milioni per compensare il taglio ai trasferimenti che il decreto Visco aveva collegato alla stretta sui fabbricati rurali.La Conferenza-Stato città di ieri ha così definito tutto il percorso per riassestare la colonna delle entrate dei bilanci comunali colpita dai tanti interventi sull'Ici. La road map annunciata dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e dal sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, ha incontrato il semaforo verde dei sindaci, che per bocca del vicepresidente dell'Anci, Fabio Sturani, parlano di «risultati importanti, che ora seguiremo con attenzione nelle loro fasi attuative». Per i Comuni fuori Patto e poco efficienti nell'attività di riscossione, una prima ipotesi comunicata dal Viminale parlava di tagli ai rimborsi fino al 10-20%. Il provvedimento varato ieri mantiene l'impostazione «meritocratica», ma riduce drasticamente il conto per l'inefficienza, e fissa il taglio massimo al 4 per cento. A definire l'entità del rimborso sarà un punteggio basato su tre indicatori: il rapporto fra imposta riscossa (competenza e residui) e accertata nella media del triennio 2004/2006, il rispetto del Patto nel 2007 e la dimensione demografica degli enti. Per ognuno dei primi due criteri sarà attribuito un punteggio da +1 a -1, con un bonus di un punto per i piccoli Comuni. Chi avrà un voto non positivo riceverà un taglio fra l'1 e il 4%, e le risorse tagliate andranno a costituire un fondo per premiare i piccoli Comuni che avranno ottenuto una pagella migliore. Intanto ieri la Giunta della Regione Calabria ha confermato l'intenzione di ricorrere alla Consulta contro il Dl 93, che per finanziare l'abolizione dell'Ici ha ridotto una serie di risorse su cui la Regione già contava.
(www.casa24.ilsole24ore.com)

 
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